Orange grading line with export cartons staged along the rail

L'Extra ammette il 5 per cento fuori categoria, la Categoria I il 10 per cento, la Categoria II il 10 per cento con un sottolimite del 2 per cento per il marciume. Cosa consente davvero ciascuna categoria di qualità e in quale categoria vengono spedite le colture egiziane.

Le categorie di qualità dei prodotti ortofrutticoli sono i livelli su cui si basa un contratto: Extra, Categoria I e Categoria II. La categoria non descrive l’aspetto della frutta in una fotografia. È una tolleranza, ossia la quota di una partita che può non rispettare la specifica indicata prima che il lotto risulti fuori contratto. L’Extra ammette il 5 per cento in numero o in peso al di fuori della categoria. La Categoria I ammette il 10 per cento. La Categoria II ammette il 10 per cento, con un sottolimite del 2 per cento per il marciume. Questi tre valori decidono la maggior parte delle contestazioni all’arrivo.

Linea di calibratura in cui le categorie di qualità dei prodotti vengono separate nei cartoni da esportazione in un centro di confezionamento egiziano
La separazione per categoria avviene sulla linea di calibratura, non alla banchina di carico.

Tolleranze per categoria: 5, 10 e 10 per cento

I valori seguenti seguono gli standard UNECE su cui si basano le norme di commercializzazione dell’UE. Si calcolano per lotto presentato, in numero o in peso, e sono cumulativi e non per singolo difetto.

Tolleranze di qualità ammesse per ciascuna delle tre categorie di qualità dei prodotti.
CategoriaTolleranza di qualitàSottolimite all’interno della tolleranzaTolleranza di calibro
Extra5% conforme alla Categoria I ma non all’Extra0,5% può essere conforme solo alla Categoria II10% di un calibro superiore o inferiore
Categoria I10% conforme alla Categoria II ma non alla Categoria I1% al di sotto dei requisiti minimi o con marciume10% di un calibro superiore o inferiore
Categoria II10% non conforme né alla categoria né ai requisiti minimi2% può presentare marciume10% di un calibro superiore o inferiore

Cosa richiede davvero l’Extra

L’Extra significa forma uniforme, colore uniforme e calibro uniforme all’interno del cartone, senza difetti oltre a lievissime alterazioni superficiali che non incidano su aspetto, conservabilità o presentazione. Deve essere confezionato con cura. In pratica l’Extra è una categoria per programmi della GDO su agrumi, uva da tavola e melagrana, e non è qualcosa che un esportatore possa promettere su una coltura variabile come il mango senza una selezione per calibro e sovraccolore sulla linea. Gli acquirenti che chiedono l’Extra su un frutto che non prevede un livello Extra nella propria norma chiedono di solito una Categoria I con una selezione estetica più rigorosa, che è una conversazione commerciale diversa.

La Categoria I è il cavallo da lavoro dell’export

La Categoria I ammette lievi difetti di forma, colore e buccia, purché non incidano sull’aspetto generale del prodotto, sulla sua conservabilità o sulla sua presentazione nell’imballaggio. I difetti della buccia sono di solito limitati per superficie, ad esempio 1 centimetro quadrato su un agrume per i segni allungati. La maggior parte del volume egiziano esportato verso l’UE, il Regno Unito e il GCC viene spedita in Categoria I, e la maggior parte dei programmi continuativi è redatta come Categoria I con un intervallo di calibro indicato e un Brix minimo dichiarato. Leggete insieme queste due specifiche, perché una categoria da sola non fissa la qualità gustativa. I nostri standard di Brix e di maturazione per coltura trattano la seconda metà di questa coppia.

Dove va il volume di Categoria II

La frutta di Categoria II rispetta i requisiti minimi ed è sana, pulita e priva di parassiti, ma presenta difetti di forma, colore e buccia che la Categoria I respingerebbe. È destinata ai mercati all’ingrosso, alla trasformazione e alle destinazioni orientate al prezzo. La Categoria II non è frutta danneggiata e non è un modo per smaltire una raccolta scadente. Un lotto di Categoria II deve comunque arrivare sano, e il sottolimite del 2 per cento per il marciume si applica comunque al momento della spedizione.

Come si verifica la categoria prima del carico

La tolleranza viene valutata su un campione prelevato, non sul container. Un ispettore apre cartoni da diversi pallet, conta i frutti rispetto alla definizione della categoria e riporta la percentuale riscontrata. Ecco perché il piano di campionamento nel contratto conta quanto la categoria stessa, e perché un reclamo che cita un singolo cartone raramente ha successo. Il metodo che usiamo prima del carico è illustrato in ispezione pre-imbarco: dimensioni del campione e punti di controllo. Indicate nel contratto la categoria, l’intervallo di calibro, la dimensione del campione e il punto di ispezione, e la discussione all’arrivo diventa aritmetica anziché opinione.

In questo caso PEI Trade è l’esportatore, non un organismo di normazione neutrale. Le tolleranze sopra riportate sono tratte dalle norme di commercializzazione UNECE e UE pubblicate; la lettura commerciale che ne diamo è nostra.

Per concordare una categoria e un intervallo di calibro su una coltura specifica per la stagione 2026/2027, inviate destinazione, volume e formato di confezionamento a PEI Trade su WhatsApp e vi indicheremo cosa è realizzabile con la raccolta in corso.

Categorie di qualità dei prodotti — FAQ

Cosa significa concretamente una tolleranza del 10 per cento?

È la quota del lotto che può non rientrare nella categoria indicata prima che la partita risulti fuori contratto. Si calcola in numero o in peso su un campione prelevato, ed è cumulativa per tutti i difetti, non il 10 per cento per ciascun difetto separatamente.

La Categoria II è frutta danneggiata?

No. La frutta di Categoria II rispetta i requisiti minimi e deve arrivare sana, pulita e priva di parassiti. Presenta difetti di forma, colore e buccia che la Categoria I respingerebbe, e il sottolimite del 2 per cento per il marciume si applica comunque al momento della spedizione.

Posso chiedere l’Extra per qualsiasi coltura?

Solo se quella coltura prevede un livello Extra nella propria norma. Su una coltura variabile, un acquirente che chiede l’Extra chiede di solito una Categoria I con una selezione estetica più rigorosa, che è una conversazione commerciale diversa e va messa per iscritto in questi termini.

Chi decide se un lotto rientra nella categoria?

Un ispettore, su un campione prelevato e non sul container: si aprono cartoni da diversi pallet, si contano i frutti rispetto alla definizione della categoria e si riporta la percentuale riscontrata. Il piano di campionamento nel contratto conta quanto la categoria, ed è per questo che un reclamo che cita un singolo cartone raramente ha successo.